a proposito di me

sono fotografo creativo di matrimonio e ritratti.
Mi presento

Sono Christian Milotic


Qui sotto ti racconterò la mia storia e perché puoi fidarti di me, ma prima vorrei farti entrare a casa mia, ecco il mio studio!

 
 
 

Da qui parte la mia storia!


Sono Christian, papà e marito felice, ho 44 anni e finalmente faccio il lavoro che voglio fare: il fotografo.

Eccoci qui a scoprire come si è evoluta la mia passione in lavoro vero e professionale. Ti devo dire da subito che non sono di quelli che sono nati con la macchina fotografica in mano, a dire il vero durante le elementari ho fatto un corso in camera oscura ma è rimasto sbiadito nei miei ricordi, il passo vero l’ho fatto nel 2004, quando ho intrapreso la decisione di frequentare un corso di fotografia per il solo motivo che non capivo come funzionava la macchina fotografica; solo nel tempo ho capito che non è lei a fare le fotografie ma chi sta dietro all’oggetto meccanico.

Questo è solo l’inizio del mio dissanguamento economico per una passione sfociata da un piccolo desiderio, infatti dopo 13 anni di onorata carriera ho lasciato un lavoro sicuro per catapultarmi nel mondo della fotografia di matrimonio. Il perché è dovuto al mio di matrimonio (la storia la trovi qui!LINK).

Penserai, beh… che ci vuole per fare una fotografia? Hai ragione perché è stato anche un mio pensiero, ma mi sbagliavo proprio!


La giusta luce per una grande foto è quella che emani. La tua sensibilità, la tua vita, la tua luce!

Questa è la mia idea di fotografia, questo è quello che penso di come fare una fotografia, non cercare artefici ma trovare te e capire chi sei per poterlo trasformare in un’immagine, la tua immagine!

Ora continuo con la mia storia…

All’inizio ho seguito vari maestri fotografi italiani nelle loro lezioni, ma non ero ancora abbastanza soddisfatto e sicuro di me. Sono molto esigente, così ho deciso di iniziare un lungo percorso formativo basato sulla fotografia di matrimonio.

Ancora oggi ricordo benissimo l’inizio di quel percorso, più di tutto ricordo di una giornata in particolare: un “martedì”.

Erano appena passati tre giorni dall’inizio del percorso, fiero, spavaldo ed entusiasta mi sono messo subito in discussione facendo vedere alle varie verifiche tutto quello che sapevo.

Devi sapere che i maestri del percorso mi hanno torchiato per bene, neanche a scuola erano stati così cattivi con me, ma la grande verità era che hanno semplicemente fatto il loro dovere.

Dovevano verificare il mio stile fotografico e se potevo rappresentarli una volta uscito dal percorso, hanno giudicato il mio sito, la pagina Facebook, come impaginavo il libro per gli sposi e così via…

 

Ma che ci faccio io qua, ma perché?


Di come sviluppavo le immagini, se ero capace di sentire e di fotografare le emozioni per poi raccontarle in una storia, in pratica mi hanno controllato tecnica e cuore facendomi un mazzo così grande da creare un bel… bagno di sangue.

Tanto che, rientrato nella mia stanza alla sera, ero molto deciso a voler mollare tutto.

Il perché era molto semplice, all’inizio pensavo di sapere già tutto, invece mi hanno girato come un calzino, aperto in due e per di più fatto scappare dal recinto le mie sicurezze. La cosa più giusta per me in quel momento era quella ritornare a casa, molto velocemente.

Così mi sono chiuso dentro alla stanza e ho pianto, sì è capitato. Mi sono seduto sul letto con stretta a me la maglietta del mio piccolo bimbo (Loris) e mi sono lasciato andare, colpa della paura, l’ansia e anche della disperazione.

Ero talmente provato da far partire un grido finale fortissimo, simile al peggior tuono mai sentito, quello che fa tremare finestre e porte, faceva proprio così, lo ricordo come oggi:

“Ma che ci faccio io qua, ma perché?”.


 
Dopo qualche minuto, calmandomi, sempre con la maglietta di Loris stretta a me, mi sono ricordato di quanto è stato difficile lasciare a casa mia moglie con un bimbo così piccolo, di quanto sacrificio avevamo fatto fino a quel momento per il mio sogno, e infine ho ricordato le parole di mio nonno che hanno fatto sì che ragionassi.
Lui diceva sempre:
Chris, “forte non è colui che ti butta giù, ma chi una volta caduto, si rialza e combatte”.
Ed è così che è stato! Sono diventato il Capoclasse del percorso!
Non subito, ma dopo mesi di duro lavoro e ti devo dire che ero veramente felice, finalmente tutto aveva un senso per me.
Perciò credimi se ti dico che ad oggi, la strada fatta, mi fa sentire sicuro e pronto a proteggerti da tutte le tue incertezze o paure, che mi dà la conoscenza professionale che io avrei voluto per me nel giorno del mio matrimonio e so bene quanto sia prezioso e importante ora per te.
Chiamami, parliamo, voglio aiutarti a fissare nel tempo i tuoi momenti felici!

 
 


Qui sotto alcune immagini di matrimonio


 

 


Qui sotto trovi alcune immagini di ritratti


 

 
 
 
 
 
 

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